martedì 17 aprile 2012

avrei tante cose...

...di cui parlare, sui fumetti. Ma niente tempo. 
Così metto un'immagine rubata da un muro di osteria Bolognese, non da me rubata, io rubo ai ladri... di questi tempi rubare si usa molto e questo furtino di immagine almeno rende tutti più ricchi.

Quando c'era Bonvi e quando pirleggiava con Castelli (il quale è sempre pirla, baserà leggere l'intervista su Scuola di Fumetto che esce tra 10 giorni, in occasione del compleanno di Martin Mystère). 
Bonvi invece lo conobbi in un solo modo, di sfuggita, alla mia prima Lucca, prima di fare fumetti.
La sua faccia mi era nota dal Corriere dei Ragazzi, caricature e forse qualche foto, chissà.
Ero andata per la prima volta, e c'erano le premiazioni al Teatro del Giglio, ma erano a inviti e io stavo fuori un po' scema, aspettavo magari di vedere Pratt, che conoscevo bene... e vidi arrivare Bonvi con una bella stangona per ogni braccio (e ne aveva solo due, sennò le bellezze sarebbero state di più).
Lo bloccai, mentre entrava a grandi passi, dissi: "non ho l'ingresso e vorrei entra..." non finii nemmeno la frase, disse "vieni", poi entrò con ele due alte e grandi fighe e la botola, uralando ai portieri: "sono tutti con me!" e lì entrai in Lucca davvero.

domenica 8 aprile 2012

cook

per pasqua, mi ricordo...

Aprile

«Aprile è il mese più crudele, genera | Lillà da terra morta, confondendo | Memoria e desiderio, risvegliando | Le radici sopite con la pioggia di primavera» (T.S. Eliot)

Lo è anche per l'editoria del fumetto in edicola, se si guarda indietro.

Perché i mesi invernali sono da molto i più sfavorevoli alla lettura dei giornaletti.
Chissà perché, poi... meno viaggi in treno? meno tempi morti? Capisco che ad agosto e fine luglio si venda di pi, alla spiaggia o in montagna che sia, ma perché sotto le feste di meno?
Vabbe', non voglio fermarmi troppo su questo.
Piuttosto sull'informazione delle vendite.
Difficilmente se ne hanno di ufficiali dagli editori. In ogni caso le cifre di vendita circolano, di solito approssimative. Ma si sanno.
Fors e l'ho già detto, ma io ho un ricordo preciso di Alfredo castelli tra la fine anni 70 e l'inizio degli 80, che dichiarava a un incontro: "inutile dannarsi, le riviste non superano mai le 20.000 copie di medio venduto”, parliamo di riviste d'autore. I giornaletti vendono molto di più, devono farlo.
Quando 6 mesi fa ho chiuso ANIMAls, vendeva sulle 2500 copie in edicola, più fumetteria, abbonati, vendite omnline e fiere... ma tutte cifre basse. Per pagarsi tutto avrebbe dovuto vendere il doppio, e ci sarebbe entrato al pelo.
Ora molte cose incidono sul costo/guadagno: costo di stampa che dipende da carta e tiratura, costo di borderò che varia a seconda di quanta redazione e quanto vengono pagati gli autori (più spese fisse di un editore). 
Più alta è la tiratura più si vede bene il prodotto e più costa, vederlo non vuol dire comprarlo, ma NON vederlo vuol dire di sicuro NON comprarlo.
Perciò si calano le tirature per non spendere troppo e il prodotto, se non ha un lancio adeguato, scompare alla vista e dal mercato.
Poi ci sarebbe da parlare della pubblictà. Se tirate tante copie avete pubblicità, sennò no. Ma le riviste di fumetti, storicamente, hanno poca pubblicità (e qua sarebbe interessante capire perché). Poi ci sono editori come Sergio Bonelli, che non l'ha mai voluta inserire.

Parlo di questo perché aprile è il più crudele dei mesi. 
E sono usciti un paio di post in due blog diversi, dove si è parlato di cali di vendite.

Uno (a fine marzo) è questo House of Mystery, dove si parla di Topolino, rifacendosi a dati pubblicati da Prima Comunicazione. Dati all'apparenza catastofici:

Tiratura di Topolino
414.939 (2004)
412.217 (2005)
363.101 (2006)
306.586 (2007)
286.123 (2008)
261.304 (2009)
253.420 (2010)
230.944 (2011)

Vendite di Topolino in edicola
219.974 (2004)
194.007 (2005)
163.787 (2006)
134.259 (2007)
130.016 (2008)
112.713 (2009)
102.530 (2010)
85.743 (2011)
che sicuramente dimostrano un effetivo calo e relativa crisi della testata, ma che letti da soli possono essere comunque interpretati in modo deforme.
Quanto costa produrlo oggi? E la pubblicità?
Ma soprattutto come vanno le altre testate assimilabili?

Insomma parliamo di Topolino, un vero colosso, ma lo isoliamo e ne deduciamo che su Topolino si perdono lettori (per incapcità di tenerli, si direbbe). E se fosse una china colettiva? Allora i dati andrebbero esaminati colelttivamente: W.I.T.C.H. e Winx, per esempio, come vanno?

Ed ecco, dopo il blog di Siviero, che il crudele aprile porta notizie sulla Bonelli e la flessione, diciamolo, è molto più lieve (e diverso anche il target), lo posta Stefanelli deformando un po' i dati, poiché sostiene essere medi (a parte le punte estive) i dati di dicembre e gennaio (che come dicevo stanno di solito come punte basse).

  • Tex:                      210.000 copie
  • Dylan Dog:          140.000
  • Nathan Never:      45.000
  • Julia:                      42.000
  • Zagor:                    38.000
  • Dampyr:                34.000
  • Lilith:                      34.000
  • Shanghai Devil:   27.000
  • Martin Mystère:  26.000
  • Brendon:               22.000
 e rimanda a questo:
L'erosione c'è, ma non troppo alta (un 10 0 20%) e per Zagor e Tex fa forza anche l'edizione di Repubblica, ma anche qui si dovrebbe analizzare meglio, cosa che questo post non si propone di fare, preferendo la brevità e la notizia e che tenta invece Bottero in Fumetto D'Autore, ma con dati ricevuti da una "talpa"... questo genera qualche scandalo e la richiesta di non divugare dati non ufficiali, che vengono prestamente tolti.

Gli addetti ai lavori, molto spesso questi dati li sanno, bazzicando nel mondo di editori e distributori, ma non li divulgano snenza permesso. E invece si dovrebbe fare, ma non per scandalizzare o per mettere sotto una lente un prodotto o un editore, quanto per analizzare il mercato. Analizzarlo insieme. Insomma a me piacerebbe capire quali sono le vendite minime che permettono di fare un bonelliano o un "bonellide", o una rivista (be', quello un po' lo so) o albi del formato USA.
E ragionare su come vivano prodotti come XL, che sono sostenuti da grandi slanci e da pubblicità.O su quanto certe tirature vengano limate, per non perdere nulla. Di quanto influenzi la presenza televisiva (il Male) e mi pare che influiscano poco i cartoni in TV (Lupo Alberto o Pimpa).
Capisco che dove il giornale sia in pericolo e serva però per altri introiti (volumi o gadget), o che sopravviva perché fatto "al risparmio" o sostenuto da grosse cifre pubblicitarie, le vere cifre di vendita possano essere non lesive di onore, ma dannose.  

Eppure dobbiamo parlarne: che cosa succede in edicola?
Non si tratta di guardare un viale del tramonto, ma di capire come si possa modificare la distribuzione e l'esposizione, mentre sempre più edicolanti vendono gadget e non conoscono il mercato (italiani o stranieri che siano) e sempre meno (come dice Recchioni) si va in edicola a fare spesa...

CHI VA IN EDICOLA E PERCHÈ?

venerdì 6 aprile 2012

caffè

Qui per sentirmi parlare del caffè (a colazione)
e qui e qui e qui di sogni e di sonni...

e a domani

domenica 1 aprile 2012

LA MUSICA DEL SEGNO

Oggi all'Auditorium di Roma (h. 18) incontro lezione con Edmond Baudoin.

Questo autore è comparso su ANIMAls ben due volte, sia con i suoi disegni liberi, i quadernetti che porta in tasca viaggiando, sia con le prime pagine del volume da poco uscito per Coconino: Viva la Vida, dove racconta la difficilissima e sanguinosa vita di Ciudad Juarez.
L'amore per la vita prevalgono sempre nelle sue storie, come in Piero (sepre per Coconino) o Quattro fiumi (testo di Fred Vargas, edito da Einaudi).
Il segno di Baudoin rcconta l'energia del mondo e dell'autore attraverso le pressioni e le vibrazioni del pennello sul foglio. Le sue lezioni non sono fatte solo di appassionate parole, ma anche di disegni fatti davanti al pubblico, direi recitati, danzati...
ecco alcune immagini della sua lezione fatta circa un anno fa a Bologna, per BilBOlbul e che abbiamo pubblicato su Scuola di Fumetto