questi sono i miei disegni mentra usuonavano i Subsonica! E molti altri concerti e autori allo Sherwood a Padova!
Sui miei disegni e disegnar dal vivo parlerò...
rimandi, notizie e pensieri veloci e vari (su fumetto, comics, bande dessinée e historieta), per unire in una gran macedonia blog, tlog, FB, twit e vita
martedì 26 giugno 2012
Intanto guardatevi qua:
giovedì 21 giugno 2012
20 giorni!
20 giorni di assenza... e con un sacco di cose da dire ecc ecc...
vorrei continuare il discorso del disegnare dal vero.
Dopo l'esperienza napoletana (bellissima) ci sono molte cose da dire.
Magari vi posto altre due immagini di noi che si disegnava e cominciate a pensarci.
Che dal vero è copiare cose, cercado di rendere come sono, ma è un po' come la traduzione, si deve essere fedeli o capire e metter del nostro?
Tutte e due le cose, come sempre.
Oggi sulla traduzione parlavano assai Tito Faraci e Ippoghigno, era interessante, che il greco debba essere capito, certo (e io non l'ho mai capito, testona), che debba essere interpetato e portato al presente linguaggio è cosa da traduttori molto autori, non da studenti...
così è forse la copia dal vero, ma diversamente dal greco non la portiamo all'esame di maturità. Sicché possiamo metterci del nostros empre, anzi dobbiamo, ma rispettandone il senso, o trovandolo quel senso..
Stop
non ho tempo di approfondire un tema che mi stuzzica e che oggi ho ritrovato in Istanbul, alla prossima settimana!
Un po' di note:
Non ci sarò, ma se siete vicini a Roma non perdetevi il CRACK! i fumetti dirompenti al forte prenestino sono più noti all'estero, in Europa, che da noi... ma questa non è una scusa (se poi oltre a fumetti c'è molto altro, non vi tirate indietro).
DOMANi sarò a Padova, allo Sherwood Festival e di sera ci sarà presentazione mia e poi disegno con i SUBSONICA! Non ve lo aspettavate, vero? userò pennarelli giapponesi e ecoline da viaggio anni 80!
Poi andrò nel weekend a cercare tracce, per disegnare storie e il dal vero sarà più capire un clima che un disegno.
Ma ancora è presto per parlarne.
Poi vi ricordo che continua la vendita di originali e stampe a favore dell'Emilia terremotata (su comicout.blogspot.com), siamo già a 5.580!
Che il sito è finalmente attivo anche con le prime vendite online (comicout.com).
Che Sul sito ascuoladifumetto-online.com si presentano i corsi 2012-2013, con qualche novità.
E che il prossimo numero di Scuola di Fumetto uscirà il 10 luglio...
ma altre cose bollono in pentola (sui siti suddetti), però io qui parlo di disegno e vi saluto, con unas segnalazione interessante. Volete vedervi un film su Edmond Baudoin? Andate qui e prenotatevi, diventando anche soci e sostenitori.
È uno dei nuovi metodi per produrre cose, si è cominciato con i video giochi, e poi la cosa si sta alalrgando. In fondo si fa così anche per certi nuovi autori a fumetti, per questo film mi pare una buona idea, e, per quanto squattrinata almeno quello da 25 euro ci posso stare :
A domani... se siete a Padova e dintorni!
vorrei continuare il discorso del disegnare dal vero.
Dopo l'esperienza napoletana (bellissima) ci sono molte cose da dire.
Magari vi posto altre due immagini di noi che si disegnava e cominciate a pensarci.
Che dal vero è copiare cose, cercado di rendere come sono, ma è un po' come la traduzione, si deve essere fedeli o capire e metter del nostro?
Tutte e due le cose, come sempre.
Oggi sulla traduzione parlavano assai Tito Faraci e Ippoghigno, era interessante, che il greco debba essere capito, certo (e io non l'ho mai capito, testona), che debba essere interpetato e portato al presente linguaggio è cosa da traduttori molto autori, non da studenti...
così è forse la copia dal vero, ma diversamente dal greco non la portiamo all'esame di maturità. Sicché possiamo metterci del nostros empre, anzi dobbiamo, ma rispettandone il senso, o trovandolo quel senso..
Stop
non ho tempo di approfondire un tema che mi stuzzica e che oggi ho ritrovato in Istanbul, alla prossima settimana!
Un po' di note:
Non ci sarò, ma se siete vicini a Roma non perdetevi il CRACK! i fumetti dirompenti al forte prenestino sono più noti all'estero, in Europa, che da noi... ma questa non è una scusa (se poi oltre a fumetti c'è molto altro, non vi tirate indietro).
DOMANi sarò a Padova, allo Sherwood Festival e di sera ci sarà presentazione mia e poi disegno con i SUBSONICA! Non ve lo aspettavate, vero? userò pennarelli giapponesi e ecoline da viaggio anni 80!
Poi andrò nel weekend a cercare tracce, per disegnare storie e il dal vero sarà più capire un clima che un disegno.
Ma ancora è presto per parlarne.
Poi vi ricordo che continua la vendita di originali e stampe a favore dell'Emilia terremotata (su comicout.blogspot.com), siamo già a 5.580!
Che il sito è finalmente attivo anche con le prime vendite online (comicout.com).
Che Sul sito ascuoladifumetto-online.com si presentano i corsi 2012-2013, con qualche novità.
E che il prossimo numero di Scuola di Fumetto uscirà il 10 luglio...
ma altre cose bollono in pentola (sui siti suddetti), però io qui parlo di disegno e vi saluto, con unas segnalazione interessante. Volete vedervi un film su Edmond Baudoin? Andate qui e prenotatevi, diventando anche soci e sostenitori.
È uno dei nuovi metodi per produrre cose, si è cominciato con i video giochi, e poi la cosa si sta alalrgando. In fondo si fa così anche per certi nuovi autori a fumetti, per questo film mi pare una buona idea, e, per quanto squattrinata almeno quello da 25 euro ci posso stare :
A domani... se siete a Padova e dintorni!
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disegnare dal vero
venerdì 1 giugno 2012
Terremoto: Piccoli aiuti su carta....
http://comicout.blogspot.it/2012/06/fumetti-e-terremoto-si-continua.html
Già sono stati venduti originali per 500 euro... attendiamo altre offerte (da devolvere direttamente alla Regione Emilia Romagna, aiuti ai terremotati).
Partecipate e diffondete...
Già sono stati venduti originali per 500 euro... attendiamo altre offerte (da devolvere direttamente alla Regione Emilia Romagna, aiuti ai terremotati).
Partecipate e diffondete...
lunedì 28 maggio 2012
Breve... disegnare dal vero a Napoli
Ecco solo qualche immagine...
girare per Napoli con persone che
vengono da Napoli e altre città d'Italia, ma anche dalla Spagna,
dall'Inghilterra, dalla Germania, da Singapore... e che hanno età da
meno di 20 a più di 60. Stare bene. Perché disegnamo. In realtà perché
guardiamo (ne parlerò meglio, per ora solo qualche immagine):
![]() |
| Foto di carlo Porrini |
![]() |
| Foto di francesco rinaldi |
![]() |
| Foto di Francesco Rinaldi |
E poi un po' di foto mie e disegni e gente...
e poi ecco caffè a colazione
giovedì 24 maggio 2012
Come sarà? (disegno dal vero - 3)
Oggi si comincia, nel poemeriggio, a aNapoli l'incontro -Workshop sul ritrarre una città. Le architetture e la storia, le rovine e la cultura, le persone e la vita. Tutto crea una città.
Io disegno dal vero perlopiù viaggiando. Ma non capita spesso di farlo nel momento stesso.
Ci sono momenti diversi.
Le pause.
State al caffè sedutri coi piedi gonfi dal camminare, o vi trovate dei gradini all'ombra nell'ora della pennica, o un parco, un molo, una piazza in cui avete voglia di fermarvi e guardare che accade (o berci un aperitivo). Siete al mare in una lunga giornata di spiaggia, tra un bagno e l'altro... Allora, per noia e per divertimento, per non dimenticare e per svolgere i pensieri diversi COPIATE.
Le interazioni
Come sopra, un po' meno al caffè, arrivano i bambini, la vecchia, i giocatori di carte, il barista. Interagiscono con voi che disegnate. Magari si fanno ritrarre, commentano. Con gli adulti in genere non dura molto. Dice Simonetta Capecchi che a Napoli succederà.
Come sopra, un po' meno al caffè, arrivano i bambini, la vecchia, i giocatori di carte, il barista. Interagiscono con voi che disegnate. Magari si fanno ritrarre, commentano. Con gli adulti in genere non dura molto. Dice Simonetta Capecchi che a Napoli succederà.
Le folgorazioni
Camminate, viaggiate, siete perlopiù turisti, e vedete una cosa bellissima. E c'è modo di fermarsi. E vi fermate e disegnate. Raro momento prezioso.
A volte accade anche a casa, o sotto casa. Una luce, un cielo, un telone che sbatte al vento...
Un po' per compito
Vi siete ripromessi di disegnare in giro, in viaggio. Allora appena qualcosa vi appare disegnabile vi fermate, a volte rapidi, a volte trovate la scusa del caffè, oppure aspettate gli altri che comprano souvenir... ma siete sempre più lunghi di loro. E poi vi attenderanno con più o meno pazienti soffi.
A memoria
Sì, l'avete vista quella scena, quel momento, quel tipo. Avete preso appunti, o foto al cellulare... poi ricostruite a memoria. Che molte cose non c'è il tempo e il modo di ritrarle dal vero. Se sono da foto è un lavoro mentale di pulizia, se a memoria è rievocare la sensazione più del dettaglio. Anche questo è dal vero, ma meno di analisi.
Qualche volta la scena non è un flash... è una vera storia.
Allora dobbiamo chiudercela dentro bene per poi raccontarla, magari in una sola immagine, questa era proprio a Napoli:
Poi ci sono altri disegni, quelli che rappresentano solo il sentire dentro... è un'altra storia.
Se guardate qua potete sapere (forse, ché la pioggia ci terrà sotto a teloni, gallerie, archi...) dove trovarci in giro, quartieri spagnoli e quant'altro.
Io disegno dal vero perlopiù viaggiando. Ma non capita spesso di farlo nel momento stesso.
Ci sono momenti diversi.
Le pause.
State al caffè sedutri coi piedi gonfi dal camminare, o vi trovate dei gradini all'ombra nell'ora della pennica, o un parco, un molo, una piazza in cui avete voglia di fermarvi e guardare che accade (o berci un aperitivo). Siete al mare in una lunga giornata di spiaggia, tra un bagno e l'altro... Allora, per noia e per divertimento, per non dimenticare e per svolgere i pensieri diversi COPIATE.
Le interazioni
Come sopra, un po' meno al caffè, arrivano i bambini, la vecchia, i giocatori di carte, il barista. Interagiscono con voi che disegnate. Magari si fanno ritrarre, commentano. Con gli adulti in genere non dura molto. Dice Simonetta Capecchi che a Napoli succederà.
Come sopra, un po' meno al caffè, arrivano i bambini, la vecchia, i giocatori di carte, il barista. Interagiscono con voi che disegnate. Magari si fanno ritrarre, commentano. Con gli adulti in genere non dura molto. Dice Simonetta Capecchi che a Napoli succederà.
Le folgorazioni
Camminate, viaggiate, siete perlopiù turisti, e vedete una cosa bellissima. E c'è modo di fermarsi. E vi fermate e disegnate. Raro momento prezioso.
A volte accade anche a casa, o sotto casa. Una luce, un cielo, un telone che sbatte al vento...
Un po' per compito
Vi siete ripromessi di disegnare in giro, in viaggio. Allora appena qualcosa vi appare disegnabile vi fermate, a volte rapidi, a volte trovate la scusa del caffè, oppure aspettate gli altri che comprano souvenir... ma siete sempre più lunghi di loro. E poi vi attenderanno con più o meno pazienti soffi.
A memoria
Sì, l'avete vista quella scena, quel momento, quel tipo. Avete preso appunti, o foto al cellulare... poi ricostruite a memoria. Che molte cose non c'è il tempo e il modo di ritrarle dal vero. Se sono da foto è un lavoro mentale di pulizia, se a memoria è rievocare la sensazione più del dettaglio. Anche questo è dal vero, ma meno di analisi.
Qualche volta la scena non è un flash... è una vera storia.
Allora dobbiamo chiudercela dentro bene per poi raccontarla, magari in una sola immagine, questa era proprio a Napoli:
Poi ci sono altri disegni, quelli che rappresentano solo il sentire dentro... è un'altra storia.
Se guardate qua potete sapere (forse, ché la pioggia ci terrà sotto a teloni, gallerie, archi...) dove trovarci in giro, quartieri spagnoli e quant'altro.
lunedì 21 maggio 2012
Disegnare dal vero - 2^ puntata
Dalle ultime classi elementari, passiamo alla seconda o forse terza media, direi l'inizio della terza...
Dopo quella bottiglia in prima media e poco altro, il disegno dal vero (e non dal vetro) era scomparso. Imparammo un po' di prospettiva (ma quasi nulla) a disegnare con la musica ecc ecc... bene. Io disegnavo sempre per diletto, mio e delle mie compagne di classe, tante figurine.
Fino all'anno prima, abbandonata la Barbie, ci si divertiva a inventare storie con certe bambole di carta assai modaiole, con lunghi capelli anni 60, maxi, mini, stivali, ponchos, tutto quello che faceva moda ultimissima. Le disegnava, con tutti gli abiti intercambiabili, mia sorella. Poi ne facevo alcune io, in aggiunta.
M., compagna di classe ambiziosetta, che conoscevo già dai tempi delle elementari, era snella e sosteneva d'aver occhi verdi e gialli che cambiavano col cielo... forse sì, io li trovavo un poco gonfi, ma poi i maschi ci sbavarono dietro, dunque mi sbagliavo.
A volte giocava che ci facessimo il ritratto, a me quello che lei mi faceva non piaceva.
Non mi piaceva nemmeno, da più piccola, quelli che provava a farmi mio papà, che aveva mano per il disegno, ma non era pittore e i bimbi son difficili.
Insomma con M. si giocava a disegnare, a volte, e una volta mi chiese di farle il ritratto. Della faccia, ma anche poi della figura.
Si mise in posa, paziente, e io disegnai attenta.
Considerato che non copiavo mai dal vero, che avevo 12 anni e che disegnavo bene le figure (per la mia età), ma stilizzate e fantastiche, il risultato fu molto buono.
Poi M. disse di ritrarle solo le gambe e in posizione diritta, che voleva sapere come fossero e si sollevò un poco la gonna perché avessi agio di copiarle.
Voglio ricordare che le foto esistevano ;) e che certo le sue gambe, tra specchi e foto le poteva rimirare in chiave molto più "reale"...
Disegnai.
Le guardò e mi chiese: ma sono proprio così belle? Proprio così?
Allora dissi: aspetta!
E le copiai più fedelmente.
Ma ero incazzata. Sottilmente incazzata.
Accentuai ossa e vuoti, ma non troppo, fui fedele (non sapevo non esserlo).
In realtà fui più realistica e "brava".
Alla fine fu comunque contenta, credo.
Ma a parte l'esibizionismo (che altro poteva essere, questo farsi disegnare, guardare e disegnare, da me?) di M. io allora disegnai dal vero e bene, o almeno meglio di quanto avessi mai fatto.
Mossa da incazzatura, da spregio, da "odio".
L'incazzarsi (come provare qualsiasi "sentimento") fa bene al disegno, la sfida crea sangue caldo, il sangue caldo genera il disegno che ha un senso.
Per finire cito Shakespeare:
«Non mangia
che colombe l'amore, e ciò genera sangue caldo, e il sangue caldo
genera caldi pensieri e i caldi pensieri generano calde azioni, e le
calde azioni sono l'amore».
Il disegno è sempre sangue caldo, che sia tratto dal vero o no, ma le cose reali sono come colombe di cui si nutre il disegno, e il caldo disegno genera caldi pensieri...
Per questo mi sembra una bella cosa tutta questa gente nel mondo che ricomincia ad usare la matita, i pennarelli, gli acquerelli, quando viaggia, come i viaggiatori del 700 e 800. Non importa il risultato sia esatto, è il calore del sangue.
Abituati oggi a foto sempre più numerose (tanto non costa e si buttano), più veloci, tecnicamente corrette, ma meno studiate, come ricordi del viaggiatore, foto di qualità sempre più bassa (tanto son da vedere al computer, tanto è solo per ricordare ecc ecc) per cui basta anche un cellulare (bella cosa, eh, intendiamoci), oggi il recupero della lentezza, il fermarsi a guardare (invece che ingoiare attraverso un obiettivo quello che nemmeno abbiamo visto a occhio nudo), a ritrarre su carta, a scegliere l'immagine tra quelle che vediamo, mi pare importante.
La scoperta della lentezza (e il recupero del tempo) è fondamentale nella vita. Rimando anche a questo libro, se lo trovate ancora...
Ma tornando al disegnare, disegnare la vita e le cose attorno...
C'è chi verrà a farlo assieme a Napoli (da giovedì sera a domenica), con Simonetta Capecchi, Caroline Peyron e me, qui le info per sapere e per iscriversi...
Di come feci fatica poi a disegnare gli spazi, e di come sempre mi incuriosirono le persone, magari ne parliamo più avanti. Soprattutto se qualche disegnatore en plein air mi dice (e mostra) la sua.
venerdì 11 maggio 2012
DISEGNARE DAL VERO (e un caffè)
Volevo continuare con i ricordi... il mio primo disegno dal vero fatto volontariamente... è ancora ottimo! Cioè non sono migliorata molto dai 12 anni... ma devo prendere un treno e non ho tempo di raccontarvelo...
così, ecco il mio disegno di ieri per caffè a colazione.
Quando disegniamo le persone normali, in mezzo scopriamo personaggi, possibili eroi, deliri e fantasie. Nella realtà.
così, ecco il mio disegno di ieri per caffè a colazione.
Quando disegniamo le persone normali, in mezzo scopriamo personaggi, possibili eroi, deliri e fantasie. Nella realtà.
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